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La domanda mondiale di Crediti di Carbonio sta aumentando, mentre l’offerta sta diminuendo.

In estrema sintesi, è questa la principale evidenza che emerge dal nuovo report sull’andamento del Mercato Volontario dei Crediti di Carbonio nel primo trimestre 2021, realizzato da Ecosystem Marketplace e scaricabile gratuitamente a questo link.

Il report infatti mostra come nei primi 3 mesi del 2021 i “ritiri” di Crediti di Carbonio, ovvero l’acquisto da parte del mercato, si siano attestai sui 39 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, in crescita dell’81% rispetto al primo trimestre del 2020. Allo stesso tempo però le “issuance”, ovvero la certificazione di nuovi Crediti generati, sono risultate pari a 52 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, in calo dell’11% rispetto al primo trimestre del 2020.

Questo significa fondamentalmente tre cose:

  1. la domanda è in fortissima crescita e, nonostante le difficoltà legate all’emergenza pandemica, sono sempre di più le organizzazioni che stanno acquistando Crediti di Carbonio certificati sul mercato Volontario;     
  2. l’offerta al contrario è in calo, e questo può essere imputabile a due fattori principali: il rallentamento nello sviluppo di progetti Carbon causato dal Covid; l’allungamento dei tempi di certificazione dei progetti dovuto anche in questo caso all’impatto dell’emergenza sulle attività degli enti certificatori;
  3. per la prima volta negli ultimi anni, il gap tra domanda e offerta si sta riducendo e questo significa che, se il trend proseguirà, presto la domanda di Crediti di Carbonio supererà l’offerta.

Esaminando le principali categorie di progetti Carbon emergono alcuni dati molto interessanti.

  • i progetti Forestali (Riforestazione e Riduzione della deforestazione) continuano a essere i più rilevanti in valore, sia come “issuance” (25 milioni tonCO2e, +38% rispetto al primo trimestre 2020), sia come “ritiri” (20 milioni tonCO2e, +123%);
  • i progetti Energie Rinnovabili presentano un aumento dei ritiri (13 milioni tonCO2e, +90%), ma un calo delle issuance (18 milioni tonCO2e, -27%);
  • i progetti Efficienza Energetica (che includono ad esempio anche quelli relativi alla costruzione di pozzi solari o alla distribuzione di stufe efficienti) sono in crescita sia come issuance (poco più di 2 milioni tonCO2e) che come ritiri (poco meno di 2 milioni ton CO2e).

Tra i vari standard di certificazione presenti il principale continua a essere rappresentato da VCS (Verra) che veicola quasi il 70% delle nuove issuance (35 milioni di tonCO2e, in lieve calo rispetto al 2020)  e oltre l’80% dei ritiri (31 milioni tonCO2e, più che raddoppiati rispetto al 2020): questo dato è il riflesso della forte specializzazione di questo standard sui progetti Forestali. Gold Standard (più utilizzato invece per i progetti legati all’acqua e alle stufe) si mantiene in seconda posizione, con issuance in lieve calo (8 milioni tonCO2e, -9%) e ritiri in forte crescita (5 milioni tonCOe, +40%).

Guardando le aree geografiche si vede chiaramente come la maggior parte dei Crediti non siano effettivamente generati in Paesi in Via di Sviluppo: oltre il 50% delle nuove issuance si concentrano tra USA, India, Turchia e Cina. Paesi nei quali il principio di “addizionalità”, necessario per la certificazione dei Crediti, è difficile da sostenere. In altre parole, realizzare progetti Carbon in questi Paesi è molto più semplice perché ci sono più incentivi governativi, più risorse finanziarie disponibili, più capitali privati interessati rispetto a quanto accade, ad esempio, nei paesi africani (che come si vede nella mappa giocano ancora un ruolo marginale sul mercato).

Eppure dovrebbero essere questi ultimi i Paesi target per il sistema della Carbon Finance e per gli obiettivi che si propone di raggiungere: spostare capitali dai Paesi industrializzati ai Paesi in Via di Sviluppo per agevolarne uno sviluppo sostenibile e una transizione verso modelli economici ed energetici più efficienti.

La nostra conclusione sui dati illustrati è che, fino a che il Mercato Volontario continuerà a essere dominato da progetti Forestali realizzati in Paesi industrializzati, anziché da progetti Community Based (ovvero che producono anche impatti sociali sulle comunità locali) realizzati in Paesi in Via di Sviluppo, lo scopo principale di tutto il sistema sarà raggiunto solo in parte.  

Ci sono solo due strade per invertire questo trend.

La prima è spostare sempre di più la sensibilizzazione del mercato verso la “qualità” e gli impatti sociali sulle comunità locali dei progetti che generano Crediti di Carbonio, e questo è il compito principale degli attori che propongono e vendono i Crediti agli acquirenti.

La seconda è aiutare sempre più progettisti e ONG locali che operano nei Paesi in Via di Sviluppo a realizzare, valorizzare e certificare i loro progetti, portando loro conoscenza, competenze e risorse per seguire questi processi e sfruttare le enormi opportunità che la Carbon Finance offre.

E questa è la nostra Missione!