Il mercato dei Crediti di Carbonio sta crescendo a ritmi molto importanti negli ultimi anni (come si può evincere dalla nostra analisi del mercato volontario dei Crediti di Carbonio), trainato dalla domanda di sempre più aziende che decidono di intraprendere percorsi virtuosi verso la sostenibilità ambientale e la decarbonizzazione, per dare un contributo concreto nella lotta globale ai cambiamenti climatici.

In questo scenario diventa sempre più importante per le aziende comprendere le dinamiche che regolamentano tale mercato, e capire quali sono i requisiti che i crediti di carbonio da acquistare devono rispettare per riuscire a creare davvero valore per tutti gli stakeholder ed evitare il rischio di greenwashing, che purtroppo è sempre dietro l’angolo (ne abbiamo parlato qui).

In tal senso, un ruolo fondamentale lo gioca la certificazione dei crediti di carbonio (ne abbiamo parlato qui) e per capirlo meglio abbiamo intervistato una delle massime esperte italiane in questo campo.

Che sei e di cosa ti occupi?

Sono Rita Valoroso, da sempre mi occupo di tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente, e dal 2004 ho iniziato ad occuparmi di cambiamenti climatici focalizzandomi su standard di misurazione e rendicontazione delle emissioni gas effetto serra e in particolare di progetti in grado di generare la riduzione e/o l’assorbimento di gas effetto serra.

Oggi sono un Senior Consultant in DNV, ente indipendente e trust provider leader nei servizi di assessment e gestione del rischio, pioniere nello sviluppo di soluzioni di digital assurance. Dal 1864, il nostro scopo è quello di salvaguardare la vita, la proprietà e l’ambiente. La nostra Vision è essere una voce fidata per affrontare le trasformazioni globali. I nostri Valori sono le convinzioni che danno forma alle nostre performance. Il mio ruolo è quello di supportare le organizzazioni in un percorso che possa definire strategie e azioni volte alla decarbonizzazione.

Nel corso degli ultimi dodici anni ho avuto modo di seguire progetti sviluppati in molti paesi del continente africano ma anche in Sud America, in Pakistan, in Qatar, in Turchia.

Quali sono le tipologie di progetti che possono generare Crediti di Carbonio?

I progetti che possono generare crediti di carbonio sono progetti che implementano tecnologie e pratiche che rispetto allo scenario di riferimento (business-as-usual) portano alla riduzione e/o all’assorbimento dei gas effetto serra. A patto che rispettino i requisiti sanciti dagli standard internazionali di riferimento, siano essi del mercato volontario sia di quello regolamentato, e che siano sottoposti ad un iter di validazione e verifica da parte di una parte terza accreditata e siano successivamente approvati e registrati in appositi registri internazionali.

Alcuni esempi di progetti (ne abbiamo parlato anche qui) possono essere:

  • La fornitura di energia da sistemi basati su fonti rinnovabili (ad esempio sistemi solari domestici, mini-reti rinnovabili) a comunità rurali che non avevano elettricità prima dell’attuazione del progetto
  • L’introduzione di sistemi di purificazione dell’acqua a basse emissioni di gas serra per fornire acqua potabile sicura in sostituzione di sistemi di bollitura che utilizzano biomassa non rinnovabile o combustibili fossili (ne abbiamo parlato qui)
  • Le attività agricole per la produzione di riso che modificano il regime idrico durante il periodo di coltivazione da condizioni di inondazione continue a intermittenti e/o un periodo abbreviato; oppure che applicano un metodo che cambiano la loro pratica di coltivazione da riso trapiantato a riso a seme diretto (in questo caso si riduce la decomposizione anaerobica della materia organica nei terreni coltivati a riso)
  • La distribuzione di fornelli da cucina migliorati nelle comunità rurali, che sostituiscono il metodo di cottura tradizionale delle tre pietre con un sistema più efficiente che permette la riduzione del consumo di biomassa non rinnovabile (ne abbiamo parlato qui)
  • Progetti che comprendono il recupero e la distruzione del metano dal letame e dei rifiuti delle attività agricole che si decomporrebbero emettendo anaerobicamente metano nell’atmosfera in assenza dell’attività del progetto (le emissioni di metano sono evitate dall’installazione di un sistema di recupero e combustione del metano oppure modificando la gestione di un rifiuto biogenico al fine di ottenere una digestione anaerobica controllata dotata di sistema di recupero e combustione del metano)
  • Progetti di riforestazione e/o protezione forestale di aree degradate (ne abbiamo parlato qui)

Quali sono i requisiti che devono rispettare questi progetti per poter essere registrati?

Innanzitutto, devono essere conformi ai requisiti sanciti dallo standard di riferimento e dalle metodologie di calcolo che variano a seconda della tipologia di progetto che si intende implementare.

Parliamo di standard internazionali che stabiliscono requisiti tecnologici, di addizionalità e di rendicontazione che permettono di stabilire se un progetto è eleggibile alla generazione di crediti di carbonio o meno. Certamente il principio cardine è quello dell’addizionalità, vale a dire che con l’implementazione del progetto si genera un beneficio in termini di riduzione/assorbimento che altrimenti non si sarebbe generato. Gli standard prevedono diversi approcci per dimostrare ciò. Parliamo di standard molto rigorosi e che stabiliscono non solo i requisiti affinché possa essere eleggibile ma anche requisiti per il monitoraggio ex-post affinché sia assicurata la reale e misurabile generazione della riduzione e/o assorbimento dei gas effetto serra e di conseguenza della generazione dei crediti di carbonio.  Inoltre, questi standard internazionali prevedono la valutazione ed il monitoraggio di come il progetto permette il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’Agenda 2030. In questo ambito non parliamo solo dell’obiettivo 13 legato ai cambiamenti climatici: molti progetti come quelli citati prima permettono ad esempio di combattere la fame, di assicurare l’accesso all’acqua, piuttosto che alle fonti energetiche.

Perché è importante registrare questi progetti?

È importante perché questo meccanismo di registrazione dei progetti e delle successive emissioni dei crediti di carbonio garantisce alle parti interessate un processo tracciato, accurato e trasparente e quindi di “qualità”. Dobbiamo anche considerare che gli standard internazionali per la registrazione dei progetti sono spesso riconosciuti dall’International Reduction e Offset Alliance (ICROA) e soddisfano il codice di buone pratiche di ICROA.

Altra cosa molto importante è che un credito di carbonio generato da un progetto regolarmente validato e registrato da uno standard riconosciuto è un credito eleggibile per le attività di compensazione/offsetting. Individui, aziende o organizzazioni spesso non possono, a breve termine, ridurre completamente le loro emissioni di gas serra. L’acquisto di crediti sul mercato volontario del carbonio consente loro di compensare quelle emissioni che, a questo punto, non possono essere evitate.

Ad esempio, l’azienda che intende compensare le sue emissioni di gas serra e desidera ottenere il riconoscimento di carbon neutrality non può far altro che acquistare crediti da progetti regolarmente registrati; requisito peraltro stabilito dallo standard PAS2060 per la carbon neutrality. Non solo: sempre più ci troviamo davanti a fenomeni di greenwashing dove le aziende dichiarano di aver compensato le proprie emissioni avendo intrapreso azioni che non sono propriamente riconducibili a quando detto, e con possibili conseguenze reputazionali che molto spesso, essendo un asset intangibile, non viene considerato.

Come si registrano questi progetti?

Si tratta di un processo complesso che richiede tempo e competenza. Ogni standard di riferimento ha il suo Project Cycle.

Il primo passo è quello di sottoporre il progetto a validazione ad un Ente di parte terza indipendente che risulta accreditato per tale attività e che svolge una review di dettaglio del progetto al fine di poter emettere un’opinione positiva garantendo che i requisiti dello standard e della metodologia adottata siano pienamente soddisfatti. A questo punto il progetto può essere sottoposto allo standard di riferimento per la richiesta di registrazione; in questa fase vi è una ulteriore review fatta dal technical group dello standard e quando il progetto supera positivamente la fase di review allora può essere registrato, e a tutti gli effetti è titolato alla generazione dei crediti di carbonio.

I crediti di carbonio però sono riconosciuti ex-post, vale a dire che a intervalli di periodi stabiliti dallo sviluppatore del progetto, nell’arco temporale di validità del periodo di credito scelto, viene sottoposto a verifica il rapporto di monitoraggio. Il rapporto di monitoraggio non è nient’altro che la dimostrazione di aver attuato il piano di monitoraggio che permette di rendicontare la riduzione/assorbimento delle emissioni gas effetto serra. La verifica è un processo simile alla validazione e successivamente all’esito positivo da parte dell’ente terzo è possibile sottoporre allo standard la richiesta di emissione dei crediti. Soltanto ad esito positivo della review da parte dello standard i crediti saranno iscritti a registro e da quel momento disponibili sul mercato.

Quali sono gli Standard più utilizzati e come si sceglie quello più adatto al progetto?

Dobbiamo innanzitutto distinguere il mercato volontario dal mercato regolamentato.

Il mercato regolamentato è in gran parte guidato da politiche governative o da accordi legalmente vincolanti. Fino al 2012 molti progetti venivano registrati sotto UNFCCC CDM i cui crediti potevano essere scambiati sul mercato regolamentato.

Se invece guardiamo al mercato volontario i principali standard, vale a dire quelli con il maggior numero di progetti registrati, sono il VERIFIED CARBON STANDARD e il GOLD STANDARD.

Il VCS è lo standard più utilizzato al mondo (qui trovi un’analisi completa del registro VCS): i progetti VCS hanno ridotto quasi un miliardo di tonnellate di carbonio, ed è amministrato da VERRA. VERRA stabilisce standard che sono leader a livello mondiale per l’azione per il clima e per lo sviluppo sostenibile. Applicando VCS si possono anche applicare degli standard cosiddetti di co-benefit che permettono di dimostrare e misurare i benefici che il progetto apporta rispetto allo sviluppo sostenibile. Un esempio è il CCB (Climate Community & biodiversity standards), anch’esso amministrato da VERRA e che permette di monitorare e certificare i benefici che un progetto forestale apporta alla comunità e alla biodiversità dell’area in cui esso viene sviluppato. Oppure SDVISta (Sustainable Development Impact Standard) che permette di certificare e monitorare i benefici sociali e ambientali del progetto, dall’equità di genere e lo sviluppo economico, all’accesso all’energia pulita a prezzi accessibili o al ripristino della fauna selvatica. Il co-benefit dimostrato attraverso questi standard permette di valorizzare maggiormente il credito di carbonio.

Anche il Gold Standard (qui trovi un’analisi completa del registro Gold Standard) è basato sui medesimi principi, vale a dire standard di alto livello per la sicurezza climatica e un mondo sostenibile. Esso stabilisce i requisiti per progetti con il massimo impatto positivo sul clima e sullo sviluppo sostenibile per misurare e rendicontare i risultati nel modo più credibile ed efficiente.

Quali sono i benefici per i progettisti che decidono di registrare i loro progetti con questi Standard?

Sicuramente accedere al mercato volontario globale dei crediti di carbonio, garantire agli stakeholder crediti di carbonio di qualità, ed elevare la propria reputazione.

Quali sono i rischi per i progettisti che decidono di registrare i loro progetti con questi Standard?

Personalmente non vedo rischi, ma solo opportunità.

Che differenza c’è tra un progetto registrato e uno che non lo è?

Il credito di carbonio generato da un progetto validato e registrato secondo gli standard internazionali è un credito eleggibile sul mercato volontario globale nonché ammesso al raggiungimento della neutralità carbonica. Un progetto che non risponde ai requisiti degli standard internazionali e che non è registrato non è un progetto che genera crediti di carbonio.

Come si può valorizzare di più queste differenze e premiare i progetti certificati rispetto a quelli che non lo sono?

Attraverso l’awareness. Confrontandomi quotidianamente con imprenditori e/o con il management di grandi aziende riscontro la mancanza di conoscenza di queste tematiche e pertanto la mancanza di capacità di riconoscere cosa è e cosa non è ammissibile per il raggiungimento della neutralità carbonica. Argomento peraltro sui tavoli di lavoro di molte aziende se non anche nelle strategie di decarbonizzazione dichiarate pubblicamente.

Per maggiori informazioni su come impostare una strategia aziendale di decarbonizzazione vincente SCARICA LA NOSTRA GUIDA ALLA CLIMATE NEUTRALITY

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