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Il Mercato Volontario dei Crediti di Carbonio si appresta a superare il valore di 1 mld $, in aumento del 60% rispetto al 2020.

È quanto emerge dal nuovo rapporto rilasciato a settembre da Ecosystem Marketplace (scaricabile gratuitamente qui), che riporta i dati aggiornati sulle transazioni di Crediti di Carbonio all’interno del Mercato Volontario.

Nei primi 8 mesi dell’anno il valore complessivo delle transazioni ha sfiorato i 750 mln $, contro i 470 mln $ fatti registrare nell’intero 2020 (che già era stato un anno di forte crescita, nonostante l’emergenza Covid).

Leggi anche: Come sta andando il Mercato Volontario dei Crediti di Carbonio

In termini di volumi, parliamo di quasi 240 milioni di ton CO2 equivalente (ovvero di Crediti di Carbonio), contro i 190 milioni venduti nel 2020, che portano il totale cumulato a oltre 1,7 mld ton CO2 equivalente.

I driver che stanno spingendo questa forte crescita della domanda di Crediti di Carbonio vanno sicuramente cercati nella crescente sensibilità, sia del mondo istituzionale che di quello imprenditoriale, verso la sostenibilità ambientale e la transizione ecologica. Le strategie di Carbon Neutrality delle imprese di tanti settori (trainati da quelli dell’Energia, dei Beni di consumo e della Finanza) stanno infatti contribuendo in modo determinante a questa esplosione della richiesta di Crediti.

Dall’altro lato, anche l’offerta sta aumentando significativamente, e nei primi mesi del 2021 le “issuance (ovvero i rilasci sul Mercato Volontario di nuovi Crediti) sono state oltre il doppio dei “ritiri” (ovvero gli acquisti di nuovi Crediti): 238 milioni di ton CO2e contro 97 milioni di ton CO2e.

Questo gap ha incrementato il surplus di Crediti di Carbonio disponibili sul mercato, particolarmente accentuato per quanto riguarda i progetti forestali (leggi anche: Cosa sono i progetti REDD+) e quelli legati alle energie rinnovabili.

L’andamento dei prezzi medi di vendita dei Crediti di Carbonio varia a seconda della tipologia di progetti: è in calo rispetto al 2020 per i progetti cosiddetti “basati sulla natura” (REDD+ e Agricoltura), mentre sta aumentando significativamente per i progetti “basati sulle comunità”, rappresentati in particolare da progetti Water (scopri in questo articolo come generare Crediti di Carbonio da progetti Water) e progetti Stufe (scopri in questo articolo come generare Crediti di Carbonio attraverso le stufe efficienti).

Un altro dato interessante riguarda la provenienza geografica dei Crediti di Carbonio. La quota più significativa nel 2021 (oltre 90 milioni di ton CO2e) arriva da progetti sviluppati in Asia, seguiti da quelli sviluppati in Sud America (37 milioni) e Africa (24 milioni). Questi ultimi sono i più interessanti dal punto di vista del prezzo medio di vendita (5,5 $ contro i 3,3$ dei progetti asiatici e i 3,7$ dei progetti sudamericani).

Questi dati sono sicuramente molto interessanti, e sono destinati a crescere ulteriormente nei prossimi anni sulla scia degli Accordi di Parigi, del Green New Deal e della corsa sempre più veloce al raggiungimento degli obiettivi di Carbon Neutrality da parte di imprese e Governi.

Questo però rischia di far diventare il Mercato attrattivo per speculatori e progettisti che prestano poca attenzione alla qualità dei Crediti di Carbonio generati. La vera sfida per il futuro sarà proprio quella di riuscire a veicolare risorse finanziarie verso i progetti davvero meritevoli, che possano quindi garantire i massimi standard di qualità agli acquirenti dei Crediti di Carbonio, e allo stesso tempo i più alti impatti sociali per le comunità che di questi progetti beneficeranno.