Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

I progetti REDD+ riguardano la riforestazione o la riduzione della deforestazione e, a livello mondiale, sono sicuramente quelli più diffusi e a più alto potenziale in termini di generazione di Crediti di Carbonio.

In questo articolo ti abbiamo spiegato cosa sono i progetti REDD+ e perché sono importanti nella lotta ai cambiamenti climatici. Ora ti illustreremo come deve essere realizzato un progetto REDD+ per fare in modo che generi Crediti di Carbonio certificabili e vendibili.

I 10 passi da seguire per sviluppare un progetto REDD+ sono questi:

  1. identificare l’area di progetto
  2. identificare i fattori di deforestazione presenti nell’area
  3. stimare il tasso di deforestazione
  4. selezionare le attività per ridurre la deforestazione
  5. determinare le dimensioni spazio-temporali del progetto
  6. stabilire una governance sostenibile del progetto
  7. dimostrare l’addizionalità
  8. garantire la permanenza e valutare i rischi
  9. ridurre le perdite
  10. valorizzare i co-benefici

1. Identificare l’area di progetto

Il primo passo nel processo di identificazione e implementazione di un progetto REDD+ è trovare un’area conforme con criteri riconosciuti a livello internazionale utilizzati per la definizione delle foreste, vale a dire i criteri UNFCCC o FAO, che stabiliscono la superficie minima del terreno, la copertura della chioma e l’altezza dell’albero

Entro questi parametri minimi, i progetti REDD+ devono essere conformi alle definizioni forestali nazionali ufficiali e devono dimostrare che la foresta è presente nell’area del progetto da almeno 10 anni prima dell’inizio del progetto. 

I terreni forestali possono includere foreste mature, foreste secondarie, zone umide boscose, torbiere boscose e zone umide di marea che potrebbero essere disboscate o degradate in assenza dell’attività del progetto.

2. Identificare i fattori di deforestazione presenti nell’area

I progetti REDD+ dovrebbero essere sviluppati in aree forestali, conformi alla definizione nazionale di foresta, dove la deforestazione o il degrado rappresentano una minaccia immediata. 

Identificare e comprendere le diverse cause della perdita di foreste (i fattori di deforestazione ) è il primo passo per impostare le attività del progetto. 

È importante innanzitutto distinguere tra “disboscamento e/o degrado pianificati (designati e sanzionati)” e “disboscamento e/o degrado non pianificato (non autorizzato)”

Le cause della deforestazione possono essere classificate in trainanti (fattori diretti) e sottostanti (fattori indiretti). 

I fattori trainanti diretti includono quelli che hanno un impatto immediato sulla deforestazione e sulla degradazione delle foreste. Ciò che può essere più impegnativo, tuttavia, è identificare i driver e le minacce indirette che sono spesso alla radice del problema e includono complesse dinamiche socioeconomiche. 

Interviste con le comunità, discussioni di focus group, revisione della letteratura, valutazioni sul campo del paesaggio e uso delle mappe storiche e attuali dell’uso del suolo sono i modi migliori per identificare e verificare i fattori trainanti e le minacce.

Ad esempio, mentre l’espansione dell’agricoltura dei piccoli proprietari potrebbe essere un fattore diretto del degrado forestale, capire chi sono gli agenti della deforestazione (ad esempio agricoltori locali o agricoltori migranti) e quali potrebbero essere le motivazioni che li portano a disboscare (ad esempio, cercare terra per colture di sussistenza o colture economiche) è sicuramente più complesso.

3. Stimare il tasso di deforestazione

Una volta che i driver della deforestazione sono chiari e ben definiti, è possibile procedere con una stima e analisi del tasso di deforestazione. Per fare ciò, insieme alla definizione dell’area di progetto, è importante individuare una regione di riferimento, di estensione adeguata, all’interno della quale effettuare il calcolo del tasso storico di deforestazione

Normalmente non è necessario che l’area di riferimento sia contigua all’area di progetto, ma deve essere simile a quest’ultima in termini di agenti di deforestazione, fattori paesaggistici, infrastrutture umane, fattori e politiche sociali.

La stima deve essere effettuata includendo sia la regione di riferimento che l’area di progetto. Valutando queste informazioni, è possibile quantificare l’attuale scenario in termini di proiezioni di deforestazione e progettare le attività di intervento per ridurre le emissioni previste.

4. Selezionare le attività per ridurre la deforestazione

I progetti REDD+ sono caratterizzati dalle principali attività di conservazione / protezione delle foreste implementate nell’area di progetto e da attività collaterali, realizzate anche in aree limitrofe, indirettamente collegate ad evitare la deforestazione in quanto rappresentano, ad esempio, attività di generazione di reddito alternativo.

Pertanto, i proponenti del progetto devono intraprendere attività di progetto all’interno e intorno all’area del progetto per mitigare e/o fermare le pressioni della deforestazione.

L’elenco seguente delinea alcune possibili attività per ridurre i fattori di deforestazione e/o degrado (alcuni di questi sono tipici di un progetto di cooperazione):

  • Aumentare la consapevolezza e le risorse per un efficace gestione forestale
  • Migliorare la gestione e la pianificazione dell’uso del suolo
  • Pattugliare la foresta
  • Avviare attività che generano alternative di reddito e/o opportunità di occupazione (es. climate smart agricolture; produzione sostenibile delle principali colture da reddito; apicoltura, ecc…)
  • Piantagione di alberi e agroforestale
  • Distribuzione di stufe a carbone e/o legna migliorate

5. Determinare le dimensioni spazio-temporali del progetto

Dimensioni spaziali del progetto

confini spaziali del progetto possono essere tracciati secondo i confini naturali (fiumi), i confini costruiti (strade), le unità sociali (confini dell’area tradizionale) o le unità di gestione (riserva forestale, confine del distretto).

La dimensione del progetto gioca un ruolo chiave nei progetti REDD+. Il potenziale di stoccaggio del carbonio e il tasso di deforestazione sono fattori che possono determinare la dimensione del progetto.

Considerando che gli ecosistemi ricchi di carbonio, come le torbiere o le mangrovie, hanno un potenziale di stoccaggio del carbonio cinque volte maggiore rispetto alle foreste tropicali e montuose. 

Allo stesso modo, in caso di tassi di deforestazione elevati, la dimensione dell’area di progetto è minore. 

Dimensioni temporali del progetto

Il progetto deve stabilire una durata minima. Durante questo periodo l’area individuata sarà utilizzata al solo scopo di garantire l’ attività REDD+.

6. Stabilire una governance sostenibile del progetto

Il regime legale dei diritti di proprietà per i terreni forestali e agricoli entro i confini del progetto deve essere adeguatamente chiarito in modo da comprendere la proprietà legale.

Capire se i partecipanti al progetto detengono titoli fondiari legali o consuetudinari o se possono realisticamente ottenerli sarà fondamentale sin dalle prime fasi del progetto. Nel caso

in cui la comunità non possieda diritti legalmente riconosciuti sulla terra, è necessario includere attività quali: pianificazione dell’uso del suolo, chiarimento della proprietà fondiaria, delimitazione del territorio comunitario e rafforzamento dei diritti della comunità alle risorse naturali. 

Comprendere i diritti di possesso legale è necessario per definire:

  • gli aspetti di proprietà dei Crediti di Carbonio
  • la fattibilità degli interventi di progetto specifici legati ai cambiamenti negli usi del suolo
  • i rischi per la permanenza dei benefici dei Crediti di Carbonio

I REDD+ sono progetti con una forte componente basata sulla comunità. Per garantire questo e il successo di attuazione dell’iniziativa, i ruoli e le relazioni tra tutti gli stakeholder del progetto devono essere chiariti e strutturati attraverso un meccanismo trasparente di processo decisionale e condivisione dei benefici. 

I proprietari del terreno dove si svolgono le attività diventano proprietari dei crediti, quindi, è necessario strutturare un meccanismo equo e inclusivo che garantisca che le comunità locali traggano vantaggio dalla vendita di crediti di carbonio. Sarà quindi necessario indicare il numero approssimativo delle comunità e/o proprietari terrieri coinvolti e come saranno ingaggiati al fine di avere un impatto positivo sui propri mezzi di sussistenza.

7. Dimostrare l’addizionalità

Il principio dell’addizionalità del carbonio prevede che un progetto dovrebbe essere in grado di guadagnare crediti solo se i benefici non si sarebbero verificati senza le entrate (o entrate previste) dei crediti di carbonio (ne parliamo anche qui).

Un progetto REDD+ deve portare finanziamenti e attività aggiuntive rispetto a ciò che sta già accadendo nel paesaggio; e quindi, il proponente del progetto deve dimostrare che la riduzione delle emissioni e gli altri benefici non sarebbero stati ottenuti senza il progetto.

Un progetto REDD+ non soddisfa il requisito di addizionalità se le azioni del progetto sono legalmente richieste, rappresentano pratiche di gestione comuni o era già in atto un piano per implementare le attività o il progetto

Tuttavia, considerando uno scenario realistico, un modo comune per dimostrare l’addizionalità è quello di dimostrare che la deforestazione è persistita nonostante l’esistenza della legge sulla protezione delle foreste o che il  finanziamento REDD+ è necessario perché il finanziamento disponibile è insufficiente.

8. Garantire la permanenza e valutare i rischi

Un progetto REDD+ deve essere progettato per garantire che le riduzioni delle emissioni persistano per tutta la vita del progetto e che le risorse di carbonio associate siano permanenti. Ogni progetto deve descrivere come la permanenza delle risorse di carbonio sarà raggiunta e fare un’analisi franca dei potenziali rischi e incertezze che possono influire sulla fattibilità del progetto proposto.

Nessun progetto è privo di rischi e non c’è garanzia di permanenza. Tuttavia, i promotori del progetto devono valutare onestamente cosa possono controllare e cosa è al di fuori del loro controllo, e quanto realistico e fattibile è cambiare lo scenario attuale. 

È quindi importante condurre una valutazione del rischio e prevedere come il progetto prevede di mitigare i rischi individuati. 

I fattori di rischio si distinguono normalmente in 3 categorie:

  1. rischio interno:
    • Gestione del progetto
    • Sostenibilità finanziaria
    • Conflitti sociali e tra le comunità
    • Addizionalità del progetto
    • Longevità del progetto
  2. rischio esterno:
    • Proprietà fondiaria, compresa la proprietà e i diritti di accesso / utilizzo delle risorse
    • Instabilità politica
    • Cambiamenti nel mercato del carbonio
  3. rischio naturale:
    • Fuoco
    • Parassiti e malattie
    • Eventi meteorologici estremi (siccità, uragani ecc ..)
    • Eventi geologici (terremoti e vulcani ecc ..)

9. Ridurre le perdite

La perdita è definita come l’aumento netto delle emissioni antropiche di GHG che si verificano al di fuori del confine del progetto, e che può essere misurato e direttamente attribuibile alle attività del progetto. 

La perdita descrive lo scenario in cui la deforestazione o il degrado che il progetto sta cercando di ridurre viene semplicemente spostato all’esterno dei confini del progetto.

Generalmente si possono distinguere tre tipi di perdite:

  1. La perdita di mercato si verifica quando i progetti riducono significativamente la produzione di una merce causando un cambiamento nell’equilibrio tra domanda e offerta di mercato, che si traduce in uno spostamento della produzione altrove per compensare la fornitura persa.
  2. La perdita di spostamento dell’attività si verifica quando l’agente effettivo della deforestazione e/o del degrado si sposta in un’area al di fuori dei confini del progetto e continua le sue attività di disboscamento altrove.
  3. La dispersione ecologica si verifica nei progetti in cui un’attività di progetto causa cambiamenti nelle emissioni di GHG o flussi di emissioni di GHG da ecosistemi idrologicamente connessi all’area di progetto.

10. Valorizzare i co-benefici

Oltre a produrre la riduzione delle emissioni e/o il sequestro di CO₂, i progetti sono spesso valutati in base alle loro capacità di fornire co-benefici. Il termine co-benefici si riferisce ai benefici in termini di biodiversità, genere o sussistenza che sono il risultato del progetto.

Se correttamente progettati, i progetti REDD+ miglioreranno i mezzi di sussistenza, creeranno occupazione, proteggeranno la cultura tradizionale e le specie in via di estinzione, aiuteranno a garantire il possesso di terre e risorse, aumenteranno la resilienza degli ecosistemi e contribuiranno a combattere il cambiamento climatico.

In alcuni casi, l’importanza dei co-benefici si riflette nell’emergere di uno standard separato all’interno del Mercato Volontario dei Crediti di Carbonio. Questo standard viene perseguito in aggiunta a uno standard di carbonio e si concentra esclusivamente sui co-benefici. Affrontare con forza questi co-benefici porterà a un maggiore impatto del progetto e a un aumento nel prezzo dei crediti.